Antichità

La Siria subì nell’antichità una serie di dominazioni che le consentirono di sviluppare una fiorente civiltà: Ebla ne è il più significativo esempio. La regione fu influenzata direttamente prima dagli Egiziani, poi dai Babilonesi e infine, a partire dalla fine del IV secolo a.C. fu sottoposta a un vigoroso processo di ellenizzazione dalla dinastia dei Seleucidi. Il greco, lingua delle classi dirigenti e della cultura, si impose soprattutto nelle città, molte delle quali erano oltretutto di fondazione ellenica.

Gli idiomi autoctoni (il siriaco, dialetto dell’aramaico, e altre parlate semitiche), continuarono tuttavia ad essere diffusi nelle zone rurali (e, in minor misura, in alcune realtà urbane) in ampie fasce di popolazione sia durante l’età seleucide che in epoca romana. Questa ebbe inizio nel 64 a.C. con la conquista della regione da parte di Pompeo e si protrasse per circa sette secoli, prima nel quadro di un Impero unitario, poi come parte dell’Impero romano d’Oriente. I Romani (e i loro eredi Bizantini) ne fecero un fiorente centro del commercio internazionale.

Nell’antichità la regione siriana (che all’epoca includeva anche l’attuale Libano, parzialmente compreso nella cosiddetta Celesiria) diede i natali a un gran numero di letterati, filosofi, storici e uomini di cultura sia di lingua greca (Posidonio, Numenio di Apamea, Luciano di Samosata, Libanio, Giovanni Crisostomo, ecc.) che, con minor frequenza, di espressione latina (fra cui Ulpiano e Ammiano Marcellino) ed aramaico-siriaca (Sant’Efrem il Siro).

Umma

Nel VII secolo la Siria venne conquistata dagli arabi e fu amministrata dalla dinastia califfale omayyade (che ne fece il centro propulsore del Califfato), che eresse a sua capitale Damasco (in cui era stato per 20 anni governatore il primo califfo Mu’awiya ibn Abi Sufyan), e successivamente dalla dinastia califfale abbaside, in parte dai Selgiuchidi e quindi dai Fatimidi, dagli Ayyubidi e dai Mamelucchi. Il paese fu coinvolto nelle Crociate e subì l’invasione dei Mongoli.

Tra il 1517 e il 1920 fece parte dell’Impero ottomano, cui si ribellò alla fine della prima guerra mondiale, reclamando l’indipendenza.

Colonialismo

Dopo un breve tentativo – stroncato dalle forze armate francesi – di dar vita a una monarchia indipendente sotto Faysal b. al-Husayn (Regno di Siria), dal 1920 e il 1946 la Siria dovette sottostare a un Mandato francese, durante il quale si alternarono rivolte, collaborazione e negoziati per la piena indipendenza.

Indipendenza

Nella seconda metà del maggio 1945 a Damasco dieci giorni di manifestazioni ininterrotte furono seguiti da un bombardamento di 36 ore, ma grazie alle pressioni della Gran Bretagna a luglio il comando delle forze armate passò in mani siriane. L’indipendenza fu riconosciuta a partire dal 1 gennaio 1946 e le ultime truppe straniere lasciarono la Siria il 17 aprile 1946.

A seguito dell’indipendenza si ebbe un periodo di instabilità, costellato da numerosi cambi di governo e tredici colpi di stato, il primo dei quali nel 1949 a seguito della sconfitta nella guerra arabo-israeliana del 1948, cui fece seguito l’effimera unione con l’Egitto nella Repubblica Araba Unita (1 febbraio 1958 – 28 settembre 1961).

Caduta l’unione per un colpo di stato, l’8 marzo 1963 s’impadronì del potere il partito panarabo Baʿth, che con un nuovo colpo di stato guidato da Salah Jadid il 23 febbraio 1966 abbandonò la linea panaraba per una socialista e filo-sovietica. Infine dopo la sconfitta nella guerra dei sei giorni, con il secondo colpo di Stato interno al partito Baʿth, il 13 novembre 1970 prese la guida del paese Hāfiz al-Asad, a cui è succeduto il 17 luglio 2000 il figlio, Bashār al-Asad.

Testi tratti da Wikipedia

 

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